I migliori anni della nostra vita! - Cinque anni passati troppo velocemente
 
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    I migliori anni della nostra vita!

    Cinque anni passati troppo velocemente

    L’emergenza del coronavirus ha scombussolato un po’ le vite di tutti, soprattutto quelle di chi, come me, è all’ultimo anno di scuola e si ritrova ad affrontare un esame, trascorrendo gli ultimi mesi lontano dai compagni, lontano dalle risate e le emozioni che solo quei banchi possono dare, perché le emozioni che può darti la scuola non si trovano da nessun’altra parte.

    Svegliarsi presto ogni mattina, lamentarsi, avere sempre sonno, non sapere cosa indossare e farsi mille problemi, per poi entrare in classe e iniziare ancora tutti assonati le lezioni.

    Sono trascorsi 5 anni velocemente. Il primo anno è stato l'anno più complicato, entrare in una classe dove non conosci nessuno è "difficile”.  È stato l’'anno in cui rispondevo ai prof, uscivo senza permesso, prendevo note a raffica, l'anno in cui "faccio quel che mi pare, loro non sono nessuno per dirmi cosa devo fare". Sì, se ci penso ora è stato divertente, ma stava anche per essere un anno perso a causa del mio carattere scontroso. Ecco, la scuola mi ha insegnato anche questo. Mi ha insegnato a crescere, a diventare una persona migliore, a tirare fuori il lato migliore di me, a capire che niente e nessuno è superiore ad un altro, basta solo la forza di volontà per arrivare dove si vuole arrivare. Ogni volta che finiva un anno mi dicevo "finalmente", mentre ora quasi piango al ricordo di quelli che erano i miei migliori anni, e sento di non averli goduti abbastanza, di non aver fatto tutto ciò che volevo. Il secondo anno di scuola è volato più velocemente, la cosa positiva è che sarebbe stato l’ultimo anno in quella classe con alcune persone insopportabili. Il terzo anno era come iniziare daccapo, è stato uno di quegli anni che mi porterò dentro, anche per le tante sofferenze. Fu l’anno in cui mi portavo un dolore dentro, il mio “periodo no”, che è durato decisamente troppo, l’anno in cui ho capito cosa significava realmente la scrittura per me. Avevo avuto solo e sempre un solo modo per “sfogarmi”, quando stavo male e quell’anno è stato il più difficile sotto tutti gli aspetti. Iniziai a potare i problemi che avevo anche a scuola, questo mi portò ad allontanarmi dai miei compagni, da tutto e tutti. Iniziai a confidarmi con la mia prof, quella a cui chiedevo consigli o semplicemente mi limitavo a farle capire che stavo male attraverso ciò che scrivevo.
    Il terzo anno mi cambiò la vita, nel bene e nel male, perché abbandonai l’idea di prendere la qualifica e lasciare la scuola. Anche se all’inizio non c’era quasi nessuno a starmi vicino, infine con l’aiuto di un compagno e una compagna sono riuscita ad uscire da quel periodo buio, e grazie alla mia prof ho capito l’importanza della scrittura. In quarta si aggiunsero altre 4 persone, all'inizio come sempre ci furono divergenze, la classe era tutt'altro che unita, ma ogni giorno facevamo dei progressi.  Le cose che non dimenticherò mai, sono molte, una delle tante è la “sorpresa” che i ragazzi della mia classe, hanno fatto a noi ragazze il giorno della Festa delle donne. Tutte noi avevamo iniziato un po’ ad aggredirli perché nei giorni precedenti li avevamo tartassati che volevamo le mimose, invece non ci fecero neanche gli auguri, però poi arrivò il prof con le pizze offerte dai ragazzi, il loro modo di farci gli “Auguri”. Ecco infine l’ultimo anno: eravamo diventati, non dico la classe perfetta, ma molto unita. La scuola non ti insegna solo l'italiano o la matematica, come pensano tutti quelli che non hanno voglia di andarci. La scuola ti insegna a fare parte di un gruppo, ad andare d'accordo con il resto del mondo, ad ambientarti.
    Le emozioni uniche che provo ricordando questi 5 anni trascorsi, credo che non si possano neanche descrivere. Mi mancheranno le risate, il cantare e ballare durante le ore della settimana alternativa, mi mancherà il cercare di copiare durante i compiti in classe. Più di tutto mi mancherà il litigare tutti i giorni con la mia compagna di banco, perché io le davo fastidio appoggiando i piedi sulla sua sedia e lei si mangiava tutta la mia merenda senza chiedermi il permesso. Lei è quella che nel bene e nel male, da quattro anni a questa parte mi ha sostenuta, mi ha fatto da migliore amica, sorella, complice e tanto altro. La scuola è un mix di cose tutte messe insieme, un mix di sensazioni che solo chi le vive può capirle. Avevamo tanti progetti da fare come classe, ma soprattutto volevamo affrontare l’esame tutti insieme.

    Purtroppo quest'anno è stato rovinato, chiudere la scuola a metà anno, iniziare con delle lezioni online, dover affrontare degli esami senza sapere come, dove, perché, senza sapere nulla. Stare a casa e studiare perché domani avrò un’interrogazione a scuola è diverso da stare a casa e affrontare un'interrogazione col computer. 

    Si concludono così i miei 5 anni, forse non capirò mai i racconti di tutti quelli che parlano della notte prima degli esami, dell’ansia e tutte quelle cose emozionanti e sono consapevole che magari un’altra occasione come questa non ricapiterà, ma malgrado tutto è stato un anno che porterò sempre con me, come “tra i migliori anni della nostra vita.” Ci sarebbero ancora così tante cose da scrivere, da raccontare, ma che non riesco a spiegare con le parole, forse perché le cose più belle sono indescrivibili. L’unica cosa che invece vorrei ricordare a me stessa, è il grande cambiamento. Iniziare con un 4 in comportamento e finire con un 8, è un traguardo enorme. I prof e i compagni che non ho mai sopportato, ora mi mancheranno. Tutte le mattine passate a riunirmi con le amiche sul parcheggio e, a volte entrare tardi di proposito, le assemblee, tutto si racchiude in quei ricordi indelebili. Io credo che la scuola sia finita un po’ troppo presto, dato che forse in questi ultimi mesi avrei potuto capire cosa veramente vorrei diventare, senza mai finire di maturare, d’altronde non si smette mai di crescere.

    Ogni storia ha un lieto fine ed una morale, la mia è che “se non ci vivi dentro non capirai mai l’importanza”. Il consiglio che vorrei dare agli altri, è quello di viverla e godersi ogni istante. La scuola è un rifugio, è la seconda casa di ogni adolescente. Non ho idea di cosa farò appena finirò gli esami, ma il mio sogno resterà sempre quello di continuare a scrivere, a raccontare di me, a inventare, scrivere seriamente un libro un giorno. Un libro dove chi legge possa sentirsi protagonista e magari andare nelle scuole a parlarne con i ragazzi. Vorrei provare ad aiutare chi come me ha avuto periodi  no, che ti causano cicatrici e chi invece come quel ragazzo che mi ha aiutata che non ha una famiglia ma non si abbatte e continua a darmi tutta la forza di cui ho bisogno. L’unica cosa che so, è che magari se avessi scelto un’altra scuola oppure l’avessi abbandonata, ora non sarei qui, non sarei questa. L’emergenza del Coronavirus mi ha aiutato a capire tutto l’affetto che provo verso questa scuola. 

    Le persone migliori, le conosci a scuola, negli anni migliori.

    di Valentina De Mizio


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