AI DOTTORI E INFERMIERI CHE COMBATTONO IN PRIMA LINEA CONTRO IL CORONAVIRUS - Lettera di ringraziamento
 
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    AI DOTTORI E INFERMIERI CHE COMBATTONO IN PRIMA LINEA CONTRO IL CORONAVIRUS

    Lettera di ringraziamento

    Carissimi dottori e infermieri,

    mi chiamo Antonio, ho quindici anni  e sono uno studente dell’Istituto Alberghiero di Montesarchio, in Campania. Sono ormai trascorsi più di quaranta giorni dalla chiusura delle scuole a causa dell'epidemia da coronavirus. Come tutti i ragazzi della mia età all’inizio non capivo perchè non ci facevano uscire  ed ero molto arrabbiato. Però, stando a casa, ho preso nuove  abitudini e ho imparato nuove cose: ho imparato ad utilizzare il telefono e il computer per studiare e seguire le videolezioni dei miei professori, mentre prima li utilizzavo solo per giocare;  seguo tutti i giorni il telegiornale  e mi collego spesso al sito ufficiale di Giuseppe Conte, il Presidente del Consiglio dei Ministri, e a quello di Vincenzo de Luca, il Governatore della Campania, per avere tutti gli aggiornamenti in tempo reale sulla situazione della pandemia che ormai si è estesa in tutto il mondo.

    Quando sento le notizie al telegiornale mi vengono i brividi perché parlano delle tante persone che sono morte e di quelle che sono  ricoverate, soprattutto gli anziani ma anche molti adulti, giovani e bambini.

    Sono rimasto colpito per il lavoro di voi medici e infermieri che da due mesi non vi siete mai fermati per salvare quante più vite possibile. Ho sentito che fate turni lunghissimi e massacranti senza neanche andare in bagno; indossate un abbigliamento speciale per non farvi contagiare, fatto spesso da voi con buste di plastica perché i soldi non bastano; non vedete le vostre famiglie per la paura del contagio e già oltre cento di voi sono morti.  

    Ancora di più mi ha colpito la vostra capacità di trasformarvi in ingegneri per evitare i contagi tra i reparti degli ospedali o per salvare due vite umane utilizzando una sola maschera per l'ossigeno. Mi sono messo a piangere quando ho sentito che fate di tutto per far sentire una carezza agli ammalati e la voce dei loro cari al telefono o al tablet.     

    Per me siete degli eroi,  anzi dei santi, perché state offrendo le vostre vite e sapete che potete anche morire.

    E’ vero che questo incubo sembra una guerra e voi siete i soldati a combattere in prima linea, ma in guerra c’è l’odio e si ammazzano le persone mentre in una epidemia come questa ho capito come sono importanti la fratellanza e il senso del dovere.

    Quindi con questa lettera voglio ringraziarvi per tutto quello che state facendo per noi cittadini e per l’esempio che ci state dando. Io nel mio piccolo sento di essere più maturo e sto cercando di ricambiare con il rispetto delle regole igieniche e di distanziamento sociale anche se non faccio mancare tutto il mio amore ai miei familiari e soprattutto a mia nonna. 

    Grazie di tutto, vi saluto con  ammirazione e con l’augurio che tutto finirà presto.

                                                                                                                                     Antonio  


    di Antonio Torrente


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    antonio torrente

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